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Tra i borghi antichi di Gemona

Percorso tra i borghi antichi di Gemona: dal centro ad Ospedaletto

I percorsi di trekking urbano sono adatti a tutti e consentono di unire sport, arte e benessere fisico e mentale.

Il percorso ad anello che, dal centro di Gemona del Friuli conduce alla borgata di Ospedaletto, è stato pensato per far vivere ai visitatori un'esperienza indimenticabile, grazie ad una camminata di 8 chilometri che tocca alcuni tra i luoghi più interessanti della città e dei dintorni. Vediamo quali sono le tappe del trekking urbano ed extraurbano a Gemona.

Il percorso di trekking urbano a Gemona del Friuli: dal Duomo all’antico borgo di Ospedaletto.

Prima parte del percorso: dal Duomo a piazza Garibaldi, percorrendo via Bini, e toccando la chiesa di santa Maria del Fossale.

Duomo di Santa Maria Assunta

Il nostro percorso inizia nel Duomo Santa Maria Assunta, che ogni anno attrae molti visitatori grazie alla sua imponente facciata gotica e all’elevato campanile. Uno degli interessanti particolari da notare sono i due telamoni all'ingresso del sagrato, conosciuti dai gemonesi come "Pense e Maravee". Dall’ampio sagrato del Duomo, la nostra visuale si sposta sulla via principale di Gemona, via Bini. La storica via gemonese, un tempo luogo del mercato, tuttora è simbolo della storia antica della città in quanto, a seguito del terremoto, è stata mantenuta la struttura originale del porticato, che infonde all'ambiente un’atmosfera storica.

Percorrendo la via e alzando lo sguardo verso le finestre più alte, è possibile scorgere il dipinto di un gatto con la coda in fiamme, che richiama all’antica leggenda secondo la quale la città di Gemona era stata distrutta da un incendio causato proprio da questo animale.

Nonostante il fascino di questa strada, non procediamo per essa, ma saliamo attraverso le strette vie di Gemona e, dopo esserci avvicinati alla chiesa di Santa Maria del Fossale (percorso delle chiese votive), situata dove un tempo vi era il fossato difensivo delle mura della città, scendiamo le ripide scalinate per giungere in piazza Giuseppe Garibaldi. Accanto alla piazza si trova un busto in pietra di Garibaldi, l'eroe a capo della spedizione dei mille a cui dobbiamo il nome della piazza.

Da piazza Garibaldi alla Chiesa di San Rocco.

Da piazza Garibaldi, proseguiamo per una lunga discesa che porta alla chiesa di San Rocco (percorso delle chiese votive). Costruita nel XVI secolo durante il periodo nel quale dilagò la funesta peste che colpì la cittadina, distingue dalle altre chiese di Gemona grazie ad un affresco del Giudizio Universale.

Chiesa di San Rocco

Se sceglierete di intraprendere il percorso durante il periodo natalizio, non potrete non fermarvi a guardare uno dei più bei presepi animati del Friuli: lo scorrere dell’acqua, il passaggio dal giorno alla notte e i personaggi animati rendono questo progetto realistico e unico.

Dal gioco della Pilote ad Ospedaletto

Non lontano dalla chiesa è semplice scorgere via della Cella, conosciuta dai gemonesi per ospitare ogni anno le combattute partite dell’antico gioco della Pilote. Nei mesi estivi fino a metà agosto, la via si riempie di spettatori che dalle finestre o seduti sugli ingressi delle case, assistono le squadre delle dieci borgate di Gemona affrontarsi al tipico gioco che consiste nel lanciare una pallina di pelle con l’aiuto delle mani.

Gioco della Pilote - Gemona

Gioco della Pilote - Gemona


Oltre via della Cella, in pochi minuti, giungiamo in via Drendesima. Si tratta di una lunga ma gradevole via che collega il centro storico di Gemona all’antico borgo di Ospedaletto.
L'attraversamento della via risulta particolarmente piacevole grazie alla suggestive vista: guardando a sinistra scorgiamo il paesaggio mozzafiato gemonese, mentre alzando lo sguardo a destra vediamo il monte Cjampon, che sovrasta Gemona con la sua mole rocciosa. Grazie alla lunga via giungiamo in poco tempo ad Ospedaletto, una frazione di Gemona. Il suo nome venne ereditato dall'antico Ospedale di Santo Spirito, un ospizio che accoglieva pellegrini che passavano per il luogo e orfani. Ospedaletto era già nata durante l’epoca romana, difatti alcune delle attuali strade corrono sui tracciati di antiche strade romane, e riguardo alla storia contemporanea, il forte sul Monte Ercole ci rende protagonisti di un ritorno al passato, attraversando i bui cunicoli costruiti durante la prima guerra mondiale.

Il percorso di trekking extraurbano nei dintorni di Gemona del Friuli: dal Laghetto Minisini all’antico borgo di Ospedaletto.

Dal borgo di Ospedaletto al centro di Gemona, passando per il laghetto Minisini, la frazione di Taviele.

Giunti ad Ospedaletto, la scelta di luoghi da visitare è ancora lunga. Scendendo da via Cjamparis incontriamo la Fornace Copetti. La fornace di calce, del secolo scorso, venne sfruttata per la sua capacità di produzione continua di questo materiale, partendo dalla cottura dalle pietre calcaree trovate sul greto del torrente Vegliato.


Ci troviamo in borgo Molino, dove è situato l’antico Mulino Cocconi. L’edificio è l’ultimo mulino ad acqua rimasto intatto a Gemona dopo il sisma del 1976: anticamente era usato per la macinazione grazie alle ruote in pietra molare e sfruttava l’acqua della Roggia. Oggi l’attività del mulino è stata arrestata e ospita un interessante Museo dell’arte Molitoria e l’Ecomuseo delle Acque.

Oltrepassando il Mulino abbiamo la possibilità di visitare il Laghetto Minisini, imboccando via Monte Ercole, via che prende il nome dal monte dove sorge il forte di Ospedaletto. Percorrendo la via in tutta la sua bellezza, ci immergiamo nella natura boschiva che circonda il lago Minisini. Il lago ha origini periglaciali, infatti è nato dall’azione di erosione del ghiaccio ed è il più grande bacino naturale delle Prealpi Giulie. Grazie alla presenza dell’acqua, il lago ospita una varietà biologica di flora e fauna che dona quiete al luogo.

Chiesetta di Ognissanti - Ospedaletto

Abbandonando la strada sterrata raggiungiamo la chiesa di Santo Spirito, costruita per necessità di ampliamento a causa del grande numero di fedeli che bussavano alle porte dell’Ospedale, diventando parrocchia nel 1914. Sulla strada principale di Ospedaletto, camminando per qualche passo in direzione Nord, si incontra la piccola chiesa di Ognissanti (percorso delle chiese votive). La sua costruzione avvenne grazie alle pietre prodotte nella Fornace vicina e probabilmente il suo nome deriva dalla Fiera di Ognissanti, che celebrava il giorno di tutti i Santi.

Da Ospedaletto alla frazione di Taviele

Borgata di Taviele

Lasciandoci alle spalle la frazione di Ospedaletto proseguiamo il percorso dirigendoci verso la parte bassa di Gemona. Per continuare in modo sicuro, imbocchiamo la ciclabile che, costruita da qualche anno, attraversa tutta la città, offrendo un incantevole percorso per ciclisti e pedoni. Nonostante i vantaggi della ciclabile, la abbandoniamo subito dopo la “Taverna la Merinde”, per oltrepassare un sottopassaggio che ci porta in un’altra frazione di Gemona: Taviele. Il nome della borgata deriva dal termine “tavella” ovvero un terreno di una villa romana.

Dalla borgata di Taviele a quella di Piovega fino alla conclusione del percorso

Attraversando Taviele, oltre la stazione dei treni, giungiamo nella borgata di Piovega (scopri le borgate). Il nome deriva dalla tassa, "piovego", che veniva pagata per poter costruire le rogge. Il percorso ci guida attraverso la frazione, passando per la moderna chiesa di Santa Lucia (monumento di spicco della borgata), fino alle scuole medie statali di Gemona, intitolate al Generale Antonio Cantore, generale di divisione della prima guerra mondiale.

Chiesa di Santa Lucia

Continuando per una ripida salita raggiungiamo il parco di via Dante, anche chiamato “parco del Drago”, che attira i ragazzi grazie al campo da basket e alla accogliente vegetazione che lo circonda, il parco è conosciuto in quanti nei mesi estivi si tiene il cinema sotto le stelle: mentre il film viene proiettato, gli spettatori si accomodano sulle gradinate del parco. Proprio sopra il parco si erge il Santuario di Sant'Antonio, uno dei più importanti luoghi di culto di Gemona in quanto intitolato al patrono di Gemona, dove si trova la cella abitata dal santo, la cappella dell’Immacolata e il primo tempio in onore di Sant’Antonio di Padova.

Parco del Drago

Il percorso continua per una galleria che risale a spirale il colle del Castello permettendo una vista panoramica sul paesaggio di Gemona. Avendo superato la galleria arriviamo in piazza del Ferro dove possiamo fermarci ad ammirare il panorama dal parapetto. Oltrepassando il cinema ripercorriamo via Bini, per tornare a scendere in modo da passare davanti alla ex chiesa di San Michele. La piccola chiesetta oggi ospita numerosi affreschi, che prima del terremoto erano nascosti dall’intonaco, vennero alla luce dopo la distruzione della chiesa.

Porta Udine

Dopo aver camminato per 11 km il percorso si conclude con la vista dell'imponente Porta Udine. Si tratta della sola porta rimasta tra le 7 che permettevano ai commercianti di entrare in città, costruita in pietra, è adornata da diverse decorazioni simboliche: il leone di San Marco posto in alto al centro tiene con una zampa il vangelo aperto, significato del fatto che Gemona si fosse arresa pacificamente al dominio veneziano e appena sotto ad esso si scorge lo stemma del Comune di Gemona del 1600. Passando sotto la porta torniamo al Duomo dove termina il percorso.

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